Il Progetto

Il progetto BioNaD dimostrerà e promuoverà l’uso di coloranti innovative per l’industri conciaria, con l’obiettivo di dimostrare l’uso di sostanze nuove ed ecologiche per uno sviluppo sostenibile di questo settore. L’obiettivo del progetto verrà perseguito nello specifico dimostrando l’affidabilità e l’efficacia di un concetto originale, conosciuto al pubblico e già validato: il processo di naturalizzazione, cioè la trasformazione chimica di coloranti insolubili in acqua in specie solubili in acqua, capaci di rimpiazzare gli attuali coloranti commerciali. Tecnicamente la naturalizzazione è ottenuta formando un legame chimico fra un colorante sintetico e lo zucchero lattosio, creando una nuova ed indipendente specie chimica che possiede proprietà uniche. Un obiettivo della proposta è di ridurre in maniera significativa (90%), o se possibile eliminare (100%) la quantità di agenti chimici associati all’uso di coloranti per le pelli. I coloranti commerciali contengono prodotti chimici ausiliari nel range di 10-200% del peso del colorante, con un impatto consistente sul processo di trattamento delle acque reflue di tintura. I coloranti naturalizzati non contengono nessuna di queste specie. Un altro obiettivo del progetto è quello di utilizzare il lattosio, un sottoprodotto dell’industria casearia, per la produzione di coloranti naturalizzati. Si pensa sencondo dell stime che circa 210-220 L di siero di latte saranno necessarie per produrre una quantità rilevante di lattosio (circa 9Kg) per ottenere l’equivalente di 6Kg di coloranti naturalizzati per processare 100 pelli di peso medio (circa 2Kg). Facendo una proiezione su scala globale questo vuol dire che circa 8-9% della quantità totale di siero di latte smaltito nell’ambiente a livello mondiale (circa 34 milioni di tonnellate all’anno) potrebbero diventare preziose per la produzione di coloranti naturalizzati. Inoltre, questi coloranti derivanti dal lattosio possono essere decomposti da comuni ceppi di E. coli senza che vengano rilasciati degli agenti chimici tossici. Per questo, le acque reflue di tintura (circa 0.7 m3 per 100 pelli trattate) contenenti solo acqua e coloranti naturalizzati, possono essere riutilizzate nel range del 50-75% del volume per cicli di tintura successivi. La fonte di siero di latte e principalmente il latte ottenuto dalle mucche. Il siero di latte è un sottoprodotto dell’industria casearia e normalmente viene processata per ottenere in lattosio per l’industria alimentare e farmaceutica. Il siero partecipa alla sintesi dei coloranti naturalizzati in maniera indiretta, dal momento che costituisce la fonte di lattosio, che a sua volta è la specie chimica usata per la produzione di coloranti naturalizzati. Per questo, I chimici che si occupano della sintesi acquisteranno il lattosio dai fornitori e impiegheranno il lattosio come materia grezza per la sintesi delle specie chimiche di interesse utili per il processo di naturalizzazione: cioè la trasformazione chimica di coloranti insolubili in acqua in coloranti solubili in acqua senza l’aiuto dei prodotti chimici ausiliari che sono presenti nei preparati commerciali dei coloranti. Il valore aggiunto del progetto BioNaD sarà la cura e protezione dell’ambiente grazie alla riduzione dell’impatto ambientale del processo di tintura. L’obiettivo sarà conseguito combinando tre concetti in un’azione sinergica: in primo luogo l’uso di coloranti naturalizzati permetterà di tingere le pelli senza l’uso di additivi chimici (comunemente presenti nei coloranti tradizionali) che costituiscono una fonte importante di inquinanti; in secondo luogo l’aggiunta del lattosio nella struttura chimica dei coloranti contribuirà a ridurre marcatamente l’impatto ambientale del siero di latte (che è la fonte del lattosio) e in ultimo il macchinario di trattamento biotecnologico delle acque reflue di tintura consentirà il riciclo dell’acqua. In più questo aspetto conclusive dimostrerà l’attività di comuni batteri quail E. coli su acque reflue del processo di tintura. Questo progetto mira a dimostrare anche i metodi e mezzi per un miglior trattamento di tali acque nelle industrie per ridurre significativamente il consumo idrico. La sostenibilità del progetto sarà valutata grazie al Life Cycle Assessment (LCA), uno degli strumenti più utilizzati per la valutazione dell’impatto dei prodotti e dei cicli produttivi nel corso della loro intera durata.


by Bliss Drive Review